Differenze tra Stage e Tirocinio

Differenze tra Stage e Tirocinio

Differenze tra Stage e Tirocinio

Lo stage e il tirocinio sono due forme di ingresso nel mondo del lavoro, che prevedono la formazione del soggetto direttamente sul campo. Il tirocinio è obbligatorio per portare a termine alcuni percorsi di studi o corsi di specializzazione. Lo stage, invece, è volontario ed è il soggetto stesso a doversi attivare nella ricerca di un’azienda disponibile ad accogliere stagisti. Sia per il tirocinio, che per lo stage esistono dei vincoli temporali e attualmente non è prevista dalla legge nessuna forma di retribuzione obbligatoria.

Lo Stage è un periodo di formazione in un’azienda ospitante, che serve ad imparare un lavoro direttamente sul campo. Lo stage è volontario e può essere proposto al soggetto da un ente promotore (scuole, enti di formazione, agenzie per il lavoro, centri per l’impiego..) o direttamente dall’azienda, interessata magari a valutare per un periodo di prova un possibile candidato da inserire all’interno del proprio organico. All’interno dell’azienda ospitante, solitamente vi è un tutor che segue lo stagista lungo il suo percorso di stage, per fornirgli quelle informazioni e spiegazioni di cui ha bisogno per imparare a svolgere in autonomia il lavoro. Oltre agli studenti delle scuole superiori e universitari, anche le persone inoccupate e disoccupate possono usufruire degli stage per entrare nuovamente sul mercato del lavoro. Per quanto riguarda la retribuzione, non è previsto nessun obbligo da parte della legge, perciò sarà a discrezione dell’azienda se fornire o meno qualche forma di rimborso spese allo stagista.

La durata massima dello Stage , secondo l’art. 7 del DM 142/98, varia a seconda della condizione dello Stagista :

  • 4 mesi nel caso in cui gli stagisti siano studenti che frequentano la scuola secondaria
  • 6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano lavoratori inoccupati o disoccupati (comprendendo nel conteggio anche i lavoratori iscritti alle liste di mobilità ovvero occupati a tempo parziale fino a un massimo di 20 ore)
  • 6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione
  • 12 mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi
  • 24 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate. Per “persone svantaggiate” si intendono gli invalidi (fisici, psichici e sensoriali, come ad esempio i non vedenti o i non udenti), le persone che hanno subito un periodo di ricovero in ospedali psichiatrici (anche giudiziari), le persone sottoposte a trattamenti psichiatrici, i tossicodipendenti, gli alcolisti , i minori di età in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i detenuti (e gli internati in istituti penitenziari), i condannati (e gli internati) ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno, con l’esclusione dei soggetti portatori di handicap ovvero soggetti diversamente abili.

Il Tirocinio formativo o di orientamento rappresenta uno strumento per l’acquisizione di un’esperienza professionale “sul campo” ed è spesso utilizzato come primo mezzo di contatto tra la scuola e il lavoro. In molti corsi universitari, il tirocinio è obbligatorio per completare il percorso di studi e dà diritto ad un certo numero di crediti formativi universitari (CFU). Prima di iniziare il tirocinio, l’ente promotore e quello ospitante sono tenuti a compilare il “progetto formativa” che contiene le indicazioni sulla modalità di svolgimento del tirocinio e sugli obiettivi che si auspica raggiungere. Il tirocinio è un ottimo strumento a disposizione dei giovani per entrare nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo è conveniente anche per le aziende, le quali possono usufruire di forza lavoro praticamente a costo zero. Infatti, il tirocinio non è un rapporto di lavoro regolato da un contratto: non sussiste nessun obbligo di retribuzione ai sensi dell’articolo 1, co.2, DM 142/98, e i costi per la copertura assicurativa sono a carico dell’ente promotore (solitamente scuole o enti di formazione); infatti il soggetto promotore è tenuto ad assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, oltre che per la responsabilità civile verso i terzi con idonea compagnia assicuratrice. La copertura assicurativa deve comprendere anche eventuali attività svolte dal tirocinante al di fuori dell’azienda, ma rientranti nel progetto formativo. Nel caso in cui il soggetto promotore sia costituito da strutture pubbliche competenti in materia di collocamento, il soggetto ospitante può farsi carico degli oneri economici relativi alle coperture assicurative..

La durata massima del Tirocinio varia a seconda della condizione del Tirocinante:

  • 4 mesi nel caso in cui gli stagisti siano studenti che frequentano la scuola secondaria
  • 6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano lavoratori inoccupati o disoccupati (comprendendo nel conteggio anche i lavoratori iscritti alle liste di mobilità)
  • 6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione
  • 12 mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi
  • 12 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate. Per “persone svantaggiate” si intendono gli invalidi (fisici, psichici e sensoriali, come ad esempio i non vedenti o i non udenti), le persone che hanno subito un periodo di ricovero in ospedali psichiatrici (anche giudiziari), le persone sottoposte a trattamenti psichiatrici, i tossicodipendenti, gli alcolisti , i minori di età in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i detenuti (e gli internati in istituti penitenziari), i condannati (e gli internati) ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno, con l’esclusione dei soggetti portatori di handicap.
  • 24 mesi nel caso di soggetti diversamente abili.

Facciamo presente che ogni Regione può deliberare proroghe per l’instaurazione di tali rapporti, infatti la normativa regionale, in Veneto, ha stabilito che ciascun tirocinante può svolgere un unico tirocinio presso lo stesso soggetto ospitante, indipendentemente dal profilo professionale, dal progetto formativo e dalla collocazione temporale del tirocinio, ad esclusione dei tirocini estivi di orientamento e dei soggetti disabili o svantaggiati che svolgono tirocini anche di natura riabilitativa su espressa richiesta dei servizi pubblici.

La Regione Lazio per esempio ha deliberato che al tirocinante è corrisposta un’indennità per la partecipazione al tirocinio di importo lordo mensile minimo di 400 euro (rispetto ai 300 euro lordi previsti dalla normativa nazionale vigente). La Regione definisce poi ulteriori modalità di sostegno per i tirocini a favore dei disabili e dei giovani ed ha predisposto un sistema regionale informatico che permetterà di raccogliere i dati per l’Osservatorio del mercato del lavoro.

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