La gestione del Trattamento di Fine Rapporto

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La gestione del Trattamento di Fine Rapporto

Il trattamento di fine rapporto rappresenta una quota di retribuzione che il lavoratore subordinato matura mensilmente e a cui avrà diritto, salvo eccezioni, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro instaurato con l’azienda presso cui è dipendente. Una delle domande che frequentemente viene rivolta al nostro Studio riguarda la possibilità di erogare questa quota mensilmente in busta paga.

Con questa nota, intendiamo offrire un punto di vista sulla questione.

Il trattamento di fine rapporto (TFR), rappresenta la quota che il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore nel momento della cessazione del rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalle motivazioni che lo hanno indotto.

Il diritto alla percezione del TFR si prescrive in cinque anni, a decorrere dal momento della cessazione del rapporto di lavoro.

L’anticipazione del TFR

L’anticipazione viene concessa nella misura massima del 70% e solo per giustificare spese ritenute dal legislatore “urgenti”.

In questi due ultimi casi l’anticipazione deve essere corrisposta unitamente alla retribuzione del mese che precede la data di inizio del congedo.

I Contratti collettivi o i patti individuali possono prevedere condizioni di miglior favore circa l’erogazione dell’anticipazione del TFR.

Destinazione del TFR ad un fondo di previdenza complementare

Con l’entrata in vigore nel 2007, del Decreto Legislativo 252 del 5 dicembre 2005, in tema di riforma della previdenza complementare, è stata prevista la possibilità di conferire il TFR a forme pensionistiche complementari.

Liquidazione del TFR

Il Trattamento di Fine Rapporto viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalle motivazioni che l’hanno fatto interrompere e dalla sua forma (dimissioni, licenziamento, pensionamento), salvo i casi e le quote di conferimento del TFR ad un fondo complementare.

Fondo di garanzia del TFR

Il Fondo di garanzia del TFR è stato istituito a partire dal 1982, presso l’INPS, a cui possono rivolgersi i lavoratori dipendenti di aziende in stato di crisi e insolvenza o dichiarate fallite.

La QUIR

La Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) all’art. 1, co. da 26 a 35 ha introdotto, in via transitoria e sperimentale, la possibilità di ottenere un’anticipazione di TFR mensilmente e direttamente in busta paga.

E’ possibile versare mensilmente in busta la quota di TFR?

Fatte le dovute premesse, veniamo alla domanda oggetto di questa informativa.

Venuto meno l’obbligo di erogazione della quota di trattamento di fine rapporto in busta paga, i datori di lavoro interessati, in funzione degli obblighi di legge in materia di TFR e delle scelte operate dai lavoratori in ordine alla sua destinazione, dovranno procedere al ripristino dell’assetto previgente e, i lavoratori avranno la facoltà di destinare le quote di trattamento di fine rapporto nelle seguenti modalità:

 

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