La “nuova” maxisanzione contro il sommerso

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La “nuova” maxisanzione contro il sommerso

Il Collegato Lavoro modifica la disciplina sanzionatoria per l’occupazione di lavoratori “in nero”, introducendo importanti novità per quanto concerne il campo di applicazione.

La cd. maxi-sanzione, come viene definita in maniera gergale dagli operatori del settore, è stata introdotta nel nostro ordinamento giuridico dall’art. 3, comma 3 del D.L. n. 12/2002, convertito in L. n. 73/2002, in occasione dell’adozione di un provvedimento legislativo dettante disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione del lavoro irregolare, avviate con la L. n. 383/2001. Il testo originario disponeva che, ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste, l’impiego di lavoratori dipendenti non risultanti dalle scritture o altra documentazione obbligatoria, andava, altresì, soggetto alla sanzione amministrativa dal 200% al 400% dell’importo, per ciascun lavoratore irregolare, del costo del lavoro, calcolato sulla base dei vigenti contratti collettivi nazionali, per il periodo compreso tra l’inizio dell’anno e la data di constatazione della violazione.

Il Legislatore ha ridisegnato il predetto art. 3 del D.L. n. 12/2002 con l’art. 36-bis, comma 7 del D.L. n. 223/2006, c.d. “Decreto Bersani-Visco”, convertito con modificazioni in Legge n. 248/2006, operativo dal 12 agosto 2006, stabilendo che la nuova formulazione del 3° comma, dell’art.3, del D.L. n.12/02, preveda che :

  • “ferma restando l’applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica altre sì la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo”.
  • L’importo della sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore, maggiorato di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo successivo”.
  • L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi e premi, riferiti a ciascun lavoratore di cui ai periodi precedenti, è aumentato del 50%”.
  • “Le sanzioni di cui al terzo comma non trovano applicazione qualora dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà di non occultare il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione”.
  • “All’irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell’articolo 17 della legge n.689/1981, è la Direzione Territoriale del Lavoro”.

Ad oggi chiediamo : è poi così conveniente poi avere sotto le proprie dipendenze Lavoratori “in Nero”? Quindi non assunti regolarmente?

Ci ritroviamo, nell’Anno attuale, ovvero 2015, a poter assumere personale anche in modo agevolato, ad esempio con Assunzioni con :

  • contratto d’Apprendistato,
  • con l’Attuale Legge di Stabilità (sgravio contributivo per ben 3 anni dalla data di stipula),
  • contratto di Reinserimento (seppur di alcune particolari categorie),
  • di lavoratori in CIGS a tempo pieno e indeterminato da almeno 3 mesi e dipendenti da imprese in CIGS da almeno 6 mesi,
  • a tempo indeterminato di lavoratori in mobilità,
  • per sostituzione di lavoratrici in maternità obbligatoria o facoltativa,
  • contratti per lavoratori disabili,
  • contratti di detenuti,
  • ecc.

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