Trasferta: infedele registrazione sul LUL

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Trasferta: infedele registrazione sul LUL

In caso di infedele registrazione sul LUL (Libro Unico del Lavoro) della voce “trasferta”, sarà soggetto al nuovo sistema sanzionatorio a scaglioni previsto dall’art. 22, co. 5 del D.Lgs. n. 151/2015. 

L’irregolarità, in particolare, si verifica allorquando la condotta del datore di lavoro ha ricadute sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale. Pertanto, è esonerato dal predetto sistema sanzionatorio di errori “formali”, quali ad esempio quelle riguardanti la numerazione unica o quella sequenziale, nonché ogni altra inesattezza che non vada ad incidere sull’imponibile retributivo. 

Nel caso in cui il datore di lavoro ha la necessità di far lavorare il proprio dipendente fuori dalla sede di lavoro abituale, è tenuto non soltanto a corrispondergli un’indennità di trasferta, ai sensi dell’art. 51, co. 5 del DPR 917/1986, ma ha l’obbligo di registrare tale evento nel Libro Unico del Lavoro (LUL). Tuttavia, può capitare che all’atto della registrazione, sotto la voce trasferta, il datore di lavoro indichi somme erogate per compensare prestazioni lavorative, che essendo normalmente rese in luoghi variabili e diversi, devono essere sottoposte al regime dei c.d. “trasfertisti” (art. 51, co. 6 del DPR 917/1986).

Ciò fa scattare il nuovo sistema sanzionatorio a scaglioni, che Le illustriamo dettagliatamente di seguito.

Infedele registrazione dei dati sul LUL

A decorrere dal 24 settembre 2015, in caso di infedele registrazione dei dati sul LUL – ed in particolare di quelli riguardanti la “trasferta” – è soggetto ai nuovi importi sanzionatori definiti dall’art. 22, co. 5 del D.Lgs. n. 151/2015, che va a modificare quanto precedentemente contenuto nell’art. 39, co. 7 della L. n. 133/2008. In particolare, è stato stabilito che l’omessa o infedele registrazione dei dati che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 1.500 euro. Tuttavia, in particolari casi, quali la quantità di lavoratori per i quali il datore di lavoro ha omesso la “voce trasferta” nel LUL ovvero il perdurare delle infedeli registrazioni per singolo dipendente, gli importi base (da 150 a 1.500 euro) sono aumentati nei seguenti termini:

  • da euro 500 a euro 3.000 se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 6 mesi;
  • da euro 1.000 ad euro 6.000 se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero ad un periodo superiore a 12 mesi.

Concetto di infedele registrazione

Al fine di capire quando l’“infedele registrazione” può configurarsi come errore sanzionabile, Le forniamo alcuni indirizzi operativi esplicitati dalla recente prassi ministeriale.

Dunque, tale fattispecie si determina laddove la condotta del datore di lavoro ha ricadute sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale. In altri termini, si verifica allorquando vi è una difformità tra i dati registrati e il quantum della prestazione lavorativa resa o l’effettiva retribuzione o compenso corrisposto.

La Circolare n. 20/2008 del MLPS riconduce tale atto a quelle ipotesi di scritturazione di “dati che abbiano riflesso immediato sugli aspetti legati alla retribuzione e al trattamento fiscale o previdenziale del rapporto di lavoro” e che debba comunque essere ricondotta alla “realtà fattuale”, riscontrandosi in tutti i casi in cui “la quantificazione della durata della prestazione o la retribuzione effettivamente erogata non corrisponda a quella formalizzata sul libro unico”.

Restano quindi fuori dalle ipotesi di infedele registrazione,  gli errori “formali”, quali ad esempio quelle riguardanti la numerazione unica o quella sequenziale, nonché ogni altra inesattezza che non vada ad incidere sull’imponibile retributivo.

In definitiva, il regime sanzionatorio per infedele registrazione sul LUL può trovare applicazione nei casi in cui la registrazione del dato risulti sostanzialmente non veritiera:

  • sia in ordine ai dati meramente quantitativi della stessa (es. differente retribuzione di fatto erogata o differente orario di lavoro/riposi effettivamente goduti);
  • sia in ordine ai dati qualitativi non inerenti la qualificazione giuridica del rapporto di lavoro ma alla scritturazione sul LUL di una causale o titolo fondante l’erogazione economica che non trovi riscontro nella concreta esecuzione della prestazione; sempre a condizione che dall’infedele registrazione sul LUL derivino ricadute sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale.

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