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Anticipazione bancaria per i lavoratori in cassa integrazione

A seguito della diffusione del Covid-19 le aziende hanno provveduto ad inoltrare in modo massivo presso gli organi di competenza per il ricorso agli ammortizzatori sociali e per tale ragione è stata stipulata una Convenzione tra le Banche e Parti Sociali per agevolare imprese e lavoratori nella gestione dell’erogazione delle anticipazioni dei trattamenti spettanti.
L’accordo definisce una procedura che consente alle banche di anticipare i trattamenti di integrazione salariale da “Covid-19”, ai lavoratori appartenenti alle imprese che hanno richiesto il pagamento diretto.
L’ anticipazione, che le banche erogheranno tramite apertura di credito su conto corrente, corrisponderà ad un importo massimo di 1.400 euro parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore, con applicazione di condizioni di massimo favore al fine di evitare costi, in coerenza alla finalità ed alla valenza sociale dell’iniziativa.

Il tutto è stato definito dalla convenzione stipulata tra l’ABI e le parti sociali:

ABI ha definito la convenzione nazionale che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza COVID-19 di ricevere dalle banche un’anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga previsti nel Decreto Legge “cura-Italia” rispetto al momento di pagamento dell’Inps. ABI ha concordato modalità semplificate per determinare l’importo dell’anticipazione (1.400 €), tenuto conto della durata massima dell’integrazione salariale – 9 settimane – definita allo stato dal Decreto Legge “cura-Italia”, in considerazione dei bisogni immediati dei lavoratori sospesi dal lavoro e rendere operativa la misura nel più breve tempo possibile. La convenzione favorisce anche la gestione delle pratiche in “remoto”, così da limitare l’accesso in filiale alle esigenze indifferibili. Per questa ragione si raccomanda che i lavoratori interessati si rivolgano per telefono alla propria banca in modo che non sia necessario recarsi in banca per ricevere l’importo sul conto corrente. ABI invita le Banche, nell’applicare la Convenzione, ad evitare costi per i lavoratori che beneficeranno dell’anticipazione in coerenza con le finalità e la valenza sociale dell’iniziativa.

L’anticipazione potrà essere oggetto di reiterazione in caso di intervento legislativo di proroga del periodo massimo del trattamento di integrazione salariale ordinario e in deroga di cui agli artt. da 19 a 22 del D.L. 18/2020. L’apertura di credito cesserà con il versamento verso la banca che avrà effetto solutorio del debito maturato e, comunque, non potrà avere durata
superiore a 7 mesi.

A chi spetta?

L’anticipazione spetta ai lavoratori destinatari di tutti i trattamenti di integrazione al reddito, dipendenti di datori di lavoro sospesi dal lavoro a zero ore ed abbiano fatto domanda di pagamento diretto da parte dell’Inps del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga, ai sensi degli artt. da 19 a 22 D.L. 18/2020 e delle relative disposizioni di cui agli accordi regionali. Al fine di fruire dell’anticipazione, i lavoratori dovranno presentare la domanda ad una delle Banche d’appartenenza corredata dalla relativa documentazione secondo le procedure in uso presso la Banca interessata; le Banche favoriranno il ricorso a modalità operative telematiche.

Quando scade?

In caso di mancato accoglimento della richiesta di integrazione salariale, ovvero allo scadere del termine dei 7 mesi qualora non sia intervenuto il pagamento da parte dell’Inps, la Banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al lavoratore che provvederà ad estinguerlo entro 30 giorni dalla richiesta. Il datore di lavoro, di fronte all’inadempimento del lavoratore, verserà su tale conto corrente gli emolumenti e tutte le componenti retributive spettanti al lavoratore, fino alla concorrenza del debito. Il lavoratore darà preventiva autorizzazione al proprio datore di lavoro attraverso la modulistica specifica e in via prioritaria rispetto a qualsiasi altro vincolo eventualmente già presente evitando che sia il datore di lavoro a dover regolare i criteri di prevalenza tra i diversi impegni presenti, nei limiti delle disposizioni di legge.

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