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Cassa Integrazione in Deroga: vademecum sul funzionamento dell’ammortizzatore sociale

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
La Cassa Integrazione in Deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, del settore privato, compreso quello agricolo, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con sede produttiva o operativa ubicata nel Lazio e i lavoratori subordinati operanti sul territorio del Lazio il cui rapporto di lavoro è stato sospeso in tutto o in parte o a cui è stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici derivanti dall’emergenza Covid- 19.
Possono accedere anche i datori di lavoro che siano appaltatori di opere o di servizi e le società cooperative anche con riferimento ai soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato. Quelle aziende che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale Covid-19 per la durata massima di 9 settimane.
Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria. L’accesso al trattamento di CIG in deroga è consentito anche agli studi professionali. Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
I lavoratori devono essere dipendenti e in forza alla data del 23 febbraio 2020.

Per i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato, l’intervento di cassa in deroga può essere richiesto fino alla naturale scadenza del termine e termina al momento della cessazione del rapporto. I lavoratori intermittenti accedono nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate come emergenti secondo la media dei tre mesi precedenti e nel limite massimo dei 12 mesi precedenti. I lavoratori somministrati possono accedere nell’ipotesi in cui i lavoratori della stessa unità produttiva / operativa siano interessati o beneficino di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto (ordinaria o in deroga) previo esaurimento dei fondi di solidarietà bilaterali alternativi cui aderisce il settore della somministrazione. Qualora il datore di lavoro sia una società cooperativa possono accedere anche i soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato. Per i lavoratori agricoli, il trattamento di CIG in deroga, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.
La cassa integrazione in deroga è uno strumento volto a garantire un sostegno economico a lavoratori di quelle imprese che non possono beneficiare degli ordinari interventi d’integrazione salariale.
Viene concesso dalla regione sulla base di risorse che, con appositi decreti, il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze, mette a disposizione di ciascun ente territoriale.
I datori di lavoro accedono alla cassa in deroga a condizione che non possano fruire degli ammortizzatori sociali ordinari in costanza di rapporto di lavoro di cui al D.lgs. 148/15 (CIGO, FIS, Fondi di Solidarietà Bilaterale) nonché dei diversi ammortizzatori sociali indicati agli artt. 19,20 e 21 del D.L.17 marzo 2020 n. 18. I limiti di durata massima di concessione del trattamento è di 9 settimane. Per l’accesso alla cassa integrazione in deroga non è richiesto il previo utilizzo di ferie e permessi. L’indennità è pari all’80% della retribuzione, comprensiva di eventuali ratei di mensilità aggiuntive, che il dipendente avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale, comunque non oltre le 40 ore settimanali.

L’Inps provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio. In questo caso l’interessato non sarà obbligato a presentare la comunicazione preventiva di cui all’articolo 8, comma 3, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
Il beneficio può essere erogato ai lavoratori sospesi dal lavoro o che effettuano un orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva a causa di: situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori; situazioni aziendali determinate da condizioni temporanee di mercato; crisi aziendali; ristrutturazione o riorganizzazione.
Non può essere mai concessa per cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.
Per il pagamento diretto al lavoratore, l’azienda deve presentare online all’Inps il modello IG/Str/Aut (cod. SR41).

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