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Cassa integrazione: nuove settimane fino al 31/12/2021

Il 21 ottobre 2021 è stato approvato il Decreto Fiscale, n. 146 contenente “Misure urgenti in materia economica e fiscale, tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, che ha introdotto ulteriori disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale a far data dal 1° ottobre 2021 al 31 dicembre 2021, in vigore dal 22 ottobre 2021.

I datori di lavoro privati che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare, per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto fiscale (22/10/2021), domanda di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga, per una durata massima di tredici settimane nel periodo tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021, senza il pagamento di alcun contributo addizionale.

I datori di lavoro delle industrie tessili, delle confezioni  di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare, per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto fiscale (22/10/2021), domanda di trattamento ordinario di integrazione salariale, per una durata massima di nove settimane nel periodo tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021, senza il pagamento di alcun contributo addizionale.

Le tredici settimane e le nove settimane sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di ventotto settimane o il precedente periodo di diciassette settimane, decorso il periodo autorizzato.

Una volta emanata la consueta circolare INPS, sarà possibile inoltrare le domande di accesso ai trattamenti all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

I datori di lavoro che presentano domanda di integrazione salariale, per una durata pari a quella della fruizione del trattamento di integrazione salariale, devono osservare:

  • il blocco delle procedure di licenziamento collettivo;
  • il congelamento delle procedure di licenziamento collettivo avviate successivamente al 23 febbraio 2020;
  • il blocco licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo.

Il blocco non opera nelle ipotesi di licenziamenti motivati da:

  • cessazione definitiva dell’attività dell’impresa;
  • cessazione definitiva dell’attività di impresa conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si rappresenti la cessione di un complesso di beni o attività che possa configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, con diritto alla percezione del trattamento di NASPI;
  • i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione: se l’esercizio provvisorio è disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

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