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Decreto “Agosto”: gli Incentivi per il Lavoro – Parte 1

Il D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, cosiddetto decreto “Agosto”, ha previsto incentivi in materia di lavoro. Due di essi sono stati introdotti al fine di ridurre il costo del lavoro dei dipendenti già in forza presso i datori di lavoro per contribuire a sostenere la prosecuzione delle attività e mantenere i livelli occupazionali.
Il primo, disciplinato dall’articolo 3 del decreto, può essere utilizzato dai datori di lavoro che hanno fatto ricorso ai trattamenti d’integrazione salariale a causa della pandemia nei mesi maggio e giugno 2020 e opera in alternativa al ricorso a nuove richieste di cassa integrazione ai sensi dell’art. 1 del decreto legge n. 104/2020.
Il secondo, invece, definito dall’articolo 27 del D.L. “Decontribuzione Sud”, è previsto per i lavoratori occupati nelle aree svantaggiate del Paese e consiste in un esonero parziale dei contributi carico dei datori di lavoro.

Altri incentivi, invece, riguardano le nuove assunzioni effettuate dai datori di lavoro nel 2020, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto. L’articolo 6, infatti, ha introdotto un incentivo generalizzato a favore di tutti i datori di lavoro e si applica nel caso di assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratti da tempo determinato in rapporti di lavoro stabili. Il successivo articolo 7 allarga, invece, tale beneficio anche in caso di assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale, nel settore turistico e degli stabilimenti termali.
Tutti gli incentivi, con esclusione di quello previsto dall’articolo 6 del decreto, prevedono un’autorizzazione della Commissione europea. Il 7 ottobre scorso, quest’ultima ha comunicato di aver autorizzato l’incentivo “Decontribuzione Sud”, previsto, come citato, dall’articolo 27 del decreto “Agosto”.

L’articolo 3 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, ha introdotto un incentivo contributivo per i datori di lavoro che non si avvalgono del nuovo trattamento d’integrazione salariale previsto dalla normativa vigente; si tratta di un esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati, diversi da quelli del settore agricolo, che abbiano fruito nei mesi di maggio e giugno 2020, di uno dei trattamenti d’integrazione salariale con causale COVID-19, presupposto fondamentale per tale agevolazione.

Il credito è pari al doppio della contribuzione teoricamente dovuta dal datore di lavoro, calcolata sulla retribuzione persa dai lavoratori per le ore di trattamento d’integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020.

Sono esclusi dal regime di esonero contributivo:

  • premi e contributi dovuti all’Inail;
  • contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”, di cui all’articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • contributo, ove dovuto, ai Fondi di solidarietà, di cui agli articoli 26, 27, 28, 29 e 40 del D.Lgs 14 settembre 2015, n. 148;
  • contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
  • contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

L’incentivo è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta dal datore di lavoro.

Riprendendo l’articolo 6 del D.L. n. 104/2020 ricordiamo un esonero contributivo totale dei contributi a carico dei datori di lavoro sulle nuove assunzioni effettuate nel 2020 a far data dall’entrata in vigore del decreto.

La durata dell’esonero contributivo è di sei mesi che decorrono dalla data dell’assunzione agevolata invero della trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato

Sono esclusi da tale agevolazione i contratti di apprendistato di qualsiasi tipologia e dei contratti di lavoro domestico oltre a tutti i contratti instaurati con soggetti che abbiano avuto un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro nei sei mesi precedenti.
L’incentivo spetta anche nel caso di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato avvenuta nell’arco dall’entrata in vigore della norma, invero dal 15 agosto fino al 31 dicembre 2020.
Il limite massimo d’importo di esonero è pari a 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile; ciò significa che per un rapporto di lavoro a tempo pieno, l’esonero massimo è di 671,66 euro, eventualmente riproporzionato in caso di contratto a tempo parziale.

L’articolo 7 del D.L. n. 104/2020 prevede l’estensione dell’esonero di cui all’articolo 6 alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale, effettuate nel settore turistico e degli stabilimenti termali e spetta fino a un massimo di tre mesi.
In caso di trasformazione in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sarà possibile fruire dello sgravio parziale per un ulteriore periodo di sei mesi dalla data di stabilizzazione del rapporto di lavoro. Naturalmente la trasformazione deve avvenire nel corso del periodo agevolato e dunque entro il 2020.

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