Novità nell’utilizzo dei Fringe Benefit 2024

Con l’incremento del costo della vita e la necessità di sostenere i redditi familiari, i fringe benefit si confermano nel 2024 uno strumento chiave per le aziende e i lavoratori in forza. La Legge di Bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n.213) ha introdotto importanti novità sulle soglie di esenzione fiscale, offrendo alle aziende la possibilità di valorizzare i dipendenti con benefici concreti, esenti da tassazione entro determinati limiti. I fringe benefit, comunemente definiti “compensi in natura”, rappresentano beni o servizi concessi ai lavoratori in aggiunta alla retribuzione ordinaria. L’articolo 51 del TUIR-Testo unico delle imposte sui redditi (DPR n.917/1986) stabilisce i criteri di valorizzazione e di esenzione fiscale di questi strumenti, oltre a definire l’elenco delle agevolazioni che rientrano in questa categoria. I fringe benefit possono essere concessi a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (a tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato).
Tuttavia, nel periodo gennaio 2024 e dicembre 2024 la normativa ha previsto che la soglia di esenzione fiscale si differenzia in base alla presenza di figli a carico:
- 1.000 euro annui per i lavoratori dipendenti senza figli a carico.
- 2.000 euro annui per i lavoratori dipendenti solo esclusivamente con figli a carico.
Il figlio risulta a carico se possiede un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro a lordo degli oneri deducibili e ciò permette una detrazione di 4000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni.
I limiti rappresentano il valore massimo dei benefit che possono essere concessi senza concorrere alla formazione del reddito imponibile. Se il valore complessivo dei benefit supera la soglia prevista, l’intero importo viene considerato reddito da lavoro dipendente, con conseguente tassazione e applicazione delle trattenute fiscali e contributive.
Oltre ai classici buoni spesa e buoni carburante, l’elenco dei fringe benefit esenti si amplia per includere spese di particolare interesse per i lavoratori:
- Rimborso delle utenze domestiche, quali bollette di acqua, luce e gas.
- Pagamento del canone di affitto dell’abitazione principale.
- Rimborso degli interessi passivi sul mutuo della prima casa.
Rileviamo come il rimborso, per le utenze domestiche relative ad immobili ad uso abitativo, posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari di cui all’articolo 12 TUIR (**) (anche non conviventi e non fiscalmente a carico), a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio, possa essere richiesto, a condizione che ne sostengano effettivamente le relative spese. Quindi, la bolletta può essere intestata al dipendente, al coniuge o ai suoi familiari di cui all’articolo 12 TUIR (**) (anche non conviventi e non fiscalmente a carico), a condizione che sostengano effettivamente le spese relative all’utenza.
Questi benefit rappresentano un supporto concreto per affrontare le spese quotidiane e migliorare il bilancio familiare, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da un aumento generalizzato dei costi; quanto sopra evidenziato permette alle aziende di rafforzare la propria politica di miglioramento del benessere dei dipendenti, ottimizzando di conseguenza i costi del personale.
Non per ultimo, per una corretta applicazione delle disposizioni normative il lavoratore è tenuto a seguire le disposizioni sottostanti:
- Autocertificazione dei figli a carico: I dipendenti con figli a carico devono presentare un’autocertificazione, completa dei codici fiscali dei figli.
- Documentazione delle spese: Per fringe benefit legati a utenze, affitto o mutuo, il dipendente deve fornire documentazione attestante le spese sostenute.
È importante sottolineare che, in caso di rimborso delle spese per utenze, affitto o mutuo, il lavoratore non potrà più beneficiare delle relative detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi, poiché queste spese non saranno più considerate “effettivamente sostenute”. Ricordiamo che tali certificazioni dovranno pervenire ai rispettivi datori di lavoro, tempestivamente, prima che venga elaborata l’ultima cedola paga dell’anno 2024, facente capo alla mensilità del mese di dicembre.

Redazione a cura dell’ H.R. Dr. Alessandro Gradelli & D.ssa Claudia Martini
Commenti (2)
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Ottimo lavoro
La ringraziamo molto.
Continui a seguirci.
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