Pagamenti in contanti

Al fine di arginare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro derivante da attività illecite, i pagamenti in contanti in Italia sono da sempre soggetti a limitazioni volute dalla normativa.

Nel corso del tempo vi è stata un’evoluzione discontinua; il limite è stato più volte esteso e/o ristretto.

Periodo TemporaleLimite Pagamento Contanti
25 giugno 2008 – 30 maggio 201012.999,99 euro
31 maggio 2010 – 30 agosto 20114.999,99 euro
31 agosto 2011 – 5 dicembre 20112.499,99 euro
6 dicembre 2011 – 31 dicembre 2015 999,99 euro
1° gennaio 2016 – 30 giugno 20202.999,99 euro

Il Decreto fiscale 2020 ha ritoccato il limite pagamento contanti.

Nel dettaglio, per effetto delle modifiche apportate all’art. 49 del D.Lgs. n. 231/2007 dall’art. 18, comma 1, lett. a) del D.L. n. 124/2019, convertito in Legge il 19 dicembre 2019, n. 157:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il limite all’utilizzo del contante passa a 1.999,99 euro;
  • dal 1° gennaio 2022 viene ulteriormente ridotta a 999,99 euro.

La ratio di tale limitazione è quella di garantire la tracciabilità delle operazioni al di sopra di una certa soglia, attraverso la canalizzazione dei flussi finanziari presso banche, Poste Italiane S.p.A., istituti di pagamento ed istituti di moneta elettronica.

Il divieto sussiste indipendentemente dalla natura lecita o illecita dell’operazione alla quale il trasferimento si riferisce, trattandosi di un illecito “oggettivo”, in cui non rilevano le ragioni che hanno determinato il trasferimento dei valori.

Periodo temporaleLimite pagamento contanti
Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 20201.999,99 euro
20211.999,99 euro
Dal 2022 999,99 euro
Al di sopra di tali importi resta obbligatorio il ricorso a pagamenti elettronici o comunque tracciabili: carte di credito o debito, prepagate, bonifici bancari e postali, assegni.

Ricordiamo che la limitazione all’utilizzo del denaro contante non trova applicazione nei seguenti casi:

  • prelievo o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente,
  • prelievo dell’utile dalla ditta individuale effettuato dall’imprenditore persona fisica,
  • conferimento effettuato dall’imprenditore persona fisica alla propria ditta individuale, perché non si tratta di un trasferimento tra soggetti diversi.

Sanzioni

Con l’abbassamento del limite di utilizzo diminuisce la sanzione.

Se con la soglia di pagamento a 1.999,99 euro la sanzione minima prevista al trasgressore è di 2.000,00 euro, con il limite a 999,99 – dal 1° gennaio 2022 – la sanzione minima si dimezza a 1.000,00 euro.

Per completezza le sanzioni dal 1° gennaio 2022 sulle violazioni all’utilizzo dei contanti sono:

  • minimo 1.000,00 euro per le violazioni;
  • a partire da 5.000,00 euro per le violazioni di importo superiori a 250.000,00 euro;
  • sanzione da 3.000,00 a 15.000,00 euro per chi non comunica la violazione, pur essendo tenuto a farlo.

Pagamenti in contanti superiore ai 1.000,00 euro

Per poter effettuare pagamenti superiore a 999,99 euro, vi consigliamo di adottare delle forme di pagamento tracciabili come:

  • bonifico bancario,
  • assegno non trasferibile,
  • carta di credito o bancomat.

Il limite di utilizzo è applicato anche se si intendono donare soldi ad un figlio o un familiare pertanto sarà necessario procedere con un bonifico o con un assegno.

Sarà consentito prelevare o versare in banca, sul proprio conto corrente o libretto di risparmio cifre superiori al limite imposto poiché in questo caso non si tratta di trasferimento di denaro ad altre persone ma di un trasferimento che interessa una sola persona.

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