Soft Skills

Si è pensato di riportare in questo nuovo articolo cosa siano le soft skills.
Oggi più che mai è un tema estremamente attuale, forte, in ambito lavorativo.
La nuova cultura aziendale prevede un forte investimento sulle cosiddette competenze trasversali dei collaboratori, utilissime per potenziare la produttività sul lavoro.

Per soft skill andiamo ad intendere una peculiare abilità e competenza di una persona propedeutica all’interazione efficace e produttiva con gli altri, sia fuori ma soprattutto sul posto di lavoro. Tutto ciò che ricade nella propria sfera professionale, invero nelle competenze tecnico-specialistiche, ricadono sulle cosiddette hard skills.

Attitudine al lavoro in team, competenze comunicative, etica del lavoro, gestione del tempo: questo è un elenco di competenze trasversali che ogni manager dovrebbe possedere per ottimizzare le proprie prestazioni. Per soft skills o competenze trasversali intendiamo quelle peculiarità personali, le abilità comunicative necessarie per il successo sul lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Ora ti starai chiedendo quali sono, dunque, le differenze tra soft e hard skill?

Le abilità soft sono quelle che ti consentono di capire gli altri, di carpire emozioni e sentimenti. Sono abilità molto più difficili da acquisire e anche più difficili da “misurare”.
Le hard skills, al contrario, rappresentano quelle competenze specifiche e trasmissibili, che possono essere definite e misurate.

Evidenziamo la distinzione di queste abilità

  • Abilità trasversali interne, che riguardano il modo in cui percepisci e interagisci con te stesso;
  • Abilità trasversali esterne, che hanno a che fare con il modo in cui gestisci le relazioni con gli altri.

Per soft skills interne possiamo parlare della fiducia in sé stessi, l’autocritica, l’essere propositivi invero problem solving, l’attitudine alla crescita e al miglioramento costante, la perseveranza e la flessibilità. Parlando invece di esempi di abilità trasversali interne, possiamo citare le abilità comunicative, la capacità di lavorare in gruppo, la gestione dei conflitti, come l’influenza e la leadership.

Anche se in alcune persone vi sono delle attitudini innate è sicuramente possibile acquisire e affinare le proprie soft skills. Nel mondo del lavoro potremmo paragonarlo ad un “Apprendistato Professionalizzante”, il modo migliore sicuramente è osservare i comportamenti virtuosi e produttivi degli altri e farli nostri. Bisogna cercare di capire quali siano le esigenze degli altri, imparando a mettersi nei loro panni. Cambiare punto di vista, ad esempio, è un ottimo inizio per aumentare le proprie capacità di comprensione.

È fondamentale imparare ad ascoltare attivamente le persone che lavorano con noi, capirne le difficoltà e cercare di aiutarli remando verso una direzione comune.

Come sviluppare queste abilità?

Per sviluppare le soft skills, sia in azienda che al di fuori, è utile l’apporto di un coach professionista. Il coach è in grado di costruire, passo dopo passo, programmi di allenamento per modellare il comportamento di manager e dipendenti.

Per trovare lavoro oggi bisogna sicuramente investire nell’acquisizione delle competenze trasversali. È importante comprendere il reale vantaggio delle soft skills nel proprio curriculum, anche perché non è più cosa superflua.

Le abilità trasversali sono preziose anche perché possono essere impiegate indipendentemente dalle mansioni tecniche ascrivibili ad un professionista.

Questo permette di adattarsi a diversi contesti e di fronteggiare tempestivamente i problemi. Ci vuole sicuramente un gran numero di competenze soft per essere in grado di ascoltare un cliente e fornirgli un servizio utile e soprattutto in modo cortese.

Un esempio concreto? Supponiamo che il tuo lavoro consista nell’assistenza al cliente come impiegato/a di un’azienda professionale. Come sappiamo, si tratta di un lavoro ad elevato contatto con il pubblico e il privato, che richiede un’alta soglia di sopportazione dello stress ed elevate doti empatiche.

Spesso chi si rivolge al professionista ha un disagio da sottoporre ed è possibile che questo disagio venga espresso anche con parole, definiamole così, poco ortodosse.
Cosa serve per migliorare la customer experience?

Empatia, capacità di ascolto, attitudine alla trattativa e buona comunicazione.

Cosa consigliamo?

Lavoriamo su queste soft skills perché ci permetteranno di ottimizzare la produttività e fidelizzare il cliente, trasformando una situazione poco vantaggiosa in un’opportunità. Ma anche trovando il lavoro che si desidera.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Logo Studio Gradelli

Seguici sui social

CB Cashback World
® 2014 - 2020 StudioGradelli - P.I. 10696920585 | Sviluppato da ThinkNow.it