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Contratto CO.CO.CO: obbligato all’iscrizione I.N.P.S.?

I collaboratore coordinati e continuativi, detti co.co.co., sono anche definiti lavoratori parasubordinati, perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente. Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro. Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente, al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

– l’autonomia: il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa, tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
– il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore; esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione, autonomia che continuerà quindi ad esplicarsi all’interno delle pattuizioni convenute;
– la prevalente personalità della prestazione;
– la continuità che va ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa, quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
– il contenuto artistico-professionale dell’attività (fino al 31/12/2000): questo requisito, presente nella vecchia stesura dell’art. 49,c. 2, lett. a del TUIR, è stato abolito, a decorrere dal 1° gennaio 2001, dall’art. 34 della L. 342/2000; pertanto da tale data anche le attività manuali e operative possono essere oggetto di rapporti di co.co.co, purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
– la non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
– la retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

A partire dal 1996, i lavoratori parasubordinati possono iscriversi alla Gestione Separata, un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

L’iscrizione alla Gestione Separata è rivolta alle seguenti categorie di lavoratori parasubordinati:

– le forme di collaborazione coordinata e continuativa (co. co. co.);
– i venditori a domicilio con reddito superiore a 5.000 euro;
– gli spedizionieri doganali non dipendenti (da gennaio 1998);
– i beneficiari di assegni di ricerca;
– i beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
– gli amministratori locali;
– i beneficiari di borse di studio a sostegno della mobilità internazionale degli studenti (solo da maggio a dicembre 2003) e degli assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero;
– i lavoratori autonomi occasionali con reddito superiore a 5.000 euro;
– gli associati in partecipazione fino al 31 dicembre 2015;
– i medici con contratto di formazione specialistica;
– i volontari del Servizio civile nazionale (avviati dal 2006 al 2008);
– i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

Secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335, il servizio “Domanda Iscrizione Parasubordinati” consente l’iscrizione dei lavoratori parasubordinati alla Gestione Separata.

Giova rilevare come nella legge 335/1995 l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata I.N.P.S. sorge nei confronti di quei soggetti che esercitano una delle suddette professioni in via abituale. La legge 326/2003 ha esteso l’obbligo assicurativo anche a coloro che, pur svolgendo l’attività professionale in maniera occasionale, hanno un reddito (derivante da questa) superiore ai 5.000,00 euro.

Ricapitolando, categorie professionali evidenziate devono iscriversi alla Gestione separata INPS se sussiste almeno una delle seguenti condizioni:

svolgono questa attività in maniera abituale;
producono un reddito derivante da attività superiore ai 5.000,00 euro.

L’iscrizione alla Gestione Separata I.N.P.S. prevede il versamento al fondo di contributi pari ad 1/3 a carico del lavoratore collaboratore e 2/3 a carico del committente. Quest’ultimo deve versare i contributi con il modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello in cui il lavoratore è stato pagato. La situazione dei professionisti che non abbiano una cassa di riferimento è differente perché l’onere di versare i contributi alla Gestione separata I.N.P.S. è totalmente a loro carico e solo eventualmente il 4% spetta al committente. In questo caso anche il lavoratore come anche il committente deve usare il modello F24.

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